Esempi di follia liberal-progressista #1 – Le Nazioni Unite censurano le voci critiche verso i propri piani globalisti

Buonasera a tutti. Brutte notizie, ultimamente, per le persone che ancora desiderano pensare, parlare, confrontarsi, esprimersi in autonomia, senza vincoli e direttive dall’alto. Il discorso era nell’aria da un po’ di tempo, essendo però uno scenario piuttosto inverosimile è sempre stato archiviato dai più (incluso il sottoscritto) come “teoria del complotto”. Fino agli sviluppi degli ultimi anni.

Un paio di settimane fa le Nazioni Unite hanno annunciato una proposta spaventosa, il Global Compact for Safe and Orderly Migration “Patto globale per la migrazione sicura e ordinata”. Che dimostra una volta per tutte, se mai ce ne fosse bisogno, come istituzioni e politici globalisti siano all’opera per distruggere il concetto di paese, di stato, di nazione e ridurre il mondo intero a un’entità unica e informe. E non solo, anche cancellare razze, culture, la Storia, cancellare ciò rende unico ogni paese. Perché dico questo? Perché tale patto, portato avanti dalle Nazioni Unite senza aver chiesto l’opinione di nessuno e che verrà imposto senza necessità di approvazione da parte dei liberi cittadini, contiene due idee terrificanti, nello specifico:

  1. la migrazione deve essere libera e indiscriminata, deve diventare un diritto umano fondamentale e dunque non devono esistere migranti illegali,
  2. le critiche a tale fenomeno saranno considerate reato, e gli organi di informazione che diano voce a tali critiche saranno passibili di chiusura forzata.

Qualcuno crederà che stia scherzando, riporto quindi le parole di Marcel De Graaf, membro del Parlamento Europeo, per quanto riguarda il secondo punto:

Criticism of migration will become a criminal offense, and media outlets, and that also concerns you, that give room to cricism of migration can be shut down.[1]

Per quanto riguarda il primo punto, nonostante sia nascosto sotto un mare di terminologia burocratese e la formulazione retorica degli obiettivi, salta agli occhi dalla lettura dei vari obiettivi del testo. Si nota chiaramente, ad esempio, che si parla di “facilitare la mobilità lavorativa” tramite accordi multilaterali, nonostante esistano già leggi a riguardo in diversi paesi, di “gestire le frontiere in maniera coordinata”. Si vuole cancellare la distinzione tra immigrato regolare e irregolare e ridefinire la figura del “rifugiato” come chiunque voglia spostarsi da un paese all’altro. Il tutto mascherato dalla facciata virtuosa dei “diritti umani”. Non contano più le leggi e la sovranità dei paesi sul proprio territorio quindi, non conta più la volontà della comunità dei cittadini, su tutto vince l’arbitrio del singolo che voglia andare a vivere in casa altrui. O di una massa di singoli, naturalmente, come le decine di migliaia di migranti cui è stato insegnato dalla direttrice di una ONG (solo una?) a mentire sulla propria situazione, a fingere di essere cristiani perseguitati durante i controlli alla frontiera, a “recitare la propria parte come a teatro”, e che “un rifugiato traumatizzato si comporta così”, perché tanto:

[…] a volte è davvero tanto semplice […] questi agenti EASO (European Asylum Support Officer “agente europeo di supporto alle richieste/procedure di asilo”  n.d.r.) sono tanti idioti del cazzo, sanno solo ciò che c’è scritto su un pezzo di carta, “questo è un rifugiato traumatizzato, ha queste caratteristiche”, per cui prepariamo la gente a mostrare quelle caratteristiche.[2]

Secondo il tweet con cui Lauren Southern, giornalista indipendente, ha riportato la notizia, quando il suo gruppo ha sottoposto la cosa all’attenzione delle Nazioni Unite è stato loro risposto che si trattava di un fatto “allarmante”. Questo a metà novembre. Meno di un mese dopo, l’organizzazione sta procedendo a eliminare la necessità che hanno le ONG di insegnare a mentire, rendendo, come abbiamo detto, la migrazione un diritto umano e le critiche un reato. Ma non sono ipocriti, o globalisti, nossignori, sono le persone che fanno notare le prevaricazioni alla libertà e individualità basilari degli stati sovrani a essere dei folli teorici del complotto.

Dietro una montagna di belle parole, il Patto per la migrazione sicura e ordinata” punta a facilitare un processo già largamente attuabile, come dimostrano le centinaia di migliaia di persone arrivate in Europa recentemente, molto semplicemente punta a rendere gli spostamenti non tanto “ordinati” quanto del tutto legali in qualunque luogo o momento, il tutto scavalcando le legislazioni locali tramite l’accettazione da parte dei firmatari di collaborazioni multilaterali per conseguire gli obiettivi del documento. Detto in altri termini, si è provato a far digerire il fenomeno all’Occidente in generale, e all’Europa in particolare, usando il peso dei numeri e argomentando che fa inevitabilmente parte del nostro futuro, e quando la larga maggioranza dei cittadini si è resa conto dei problemi e della miseria causati dall’influsso indiscriminato di persone dall’esterno, talvolta culturalmente incompatibili, si è deciso di passare a un accordo globale con cui si impone ai paesi firmatari d’impegnarsi per favorire il processo, indipendentemente dalle rispettive norme e/o dalla volontà popolare. Naturalmente, in tutto ciò si taccia l’opposizione in toto di razzismo, xenofobia, altri -ismi e -fobie, andando a pescare ad hoc un pugno di post effettivamente discriminatori sbrodolati su Facebook, o Twitter o quant’altro, e ignorando il grosso delle argomentazioni, eminentemente pratiche e fattuali, tra cui: l’integrazione non è sempre possibile, non tutte le culture e/o religioni sono compatibili, l’entrata indiscriminata di quantità elevate di persone è un problema (specie quando non meglio identificate, vedi l’operato della ONG che insegna a mentire), la selettività non è sufficiente, il sistema previdenziale non può reggere, occorre chiarire perché di norma vengono presentati come rifugiati benché molti non lo siano e altre ancora. Non è un caso se il 77% dei britannici ritiene che l’immigrazione illegale sia un problema serio, come riporta un sondaggio risalente a pochi mesi fa. E in 15 degli altri 27 stati dell’Unione la percentuale è ancora più alta. Nessuno vuole impedire a brave persone volonterose di lasciarsi alle spalle situazioni di miseria per crearsi una vita migliore, questa idea viene a volte evocata ma si tratta né più né meno della fallacia logica chiamata argomento fantoccio; la questione è che esiston due problemi da molti sollevati e da nessuno confutati, ovvero:

  1. non possono e non devono verificarsi transumanze ed entrate indiscriminate,
  2. un paese autonomo e sovrano deve avere il controllo di ciò che succede sui propri confini e dentro di essi.

A quanto pare sono solo 6 gli stati membri in cui la maggioranza della popolazione si dice convinta che nel complesso l’istituzione UE stia andando nella direzione giusta, e stando a un sondaggio condotto in 27 paesi del mondo l’81% degli intervistati non vuole ancora più immigrati, ma ai piani alti delle associazioni internazionali ci sono tutte le intenzioni di procedere a ogni costo vero tale obiettivo (vedi i discorsi di pezzi grossi quali Angela Merkel), dunque evidentemente i signori burocrati hanno deciso di scoprire le carte e ricorrere all’artiglieria pesante, ovvero rendere il documento, che peraltro si preparava già da tempo, ancora più stringente e dispotico.

L’ONU cita ripetutamente i diritti umani” per legittimare il proprio operato, ebbene, essi sono metafisica, un postulato teorico legato a impalcature filosofico-legali e al riconoscimento da parte di uno stato (il tutto meglio argomentato qui). La stragrande maggioranza degli esseri umani non ha mai goduto di alcun diritto per l’intera durata della Storia conosciuta, praticamente fino all’altro ieri, ergo è concettualmente sbagliato trattarli come naturali, immanenti e dovuti, poiché in tal caso esisterebbero da sempre. Dovrebbero piuttosto essere considerati privilegi complementari a comportamenti e condizioni, ad es. l’appartenenza alla comunità in cui vengono riconosciuti, il rispetto di norme e regole. L’idea che si possano rendere reali e universali a colpi di legge è ridicola, e non fa che nutrire la decadente cultura contemporanea del “tutto mi è dovuto in quanto esisto” che sta rovinando le menti di intere generazioni. Inoltre, i diritti sono importanti ma dovrebbero rappresentare facoltà dell’individuo che vengono tutelate contro possibili impedimenti, non imposizioni ad altri individui perché rendano reali tali facoltà: il mio diritto di esprimere il pensiero con lo scritto (Costituzione italiana, art. 21) implica che il mio vicino non possa impedirmi di scrivere su un giornale, non che mi debba fornire i mezzi economici per diventarne il proprietario. L’idea di rendere la migrazione un diritto umano fondamentale non tutela la possibilità di spostarsi, dato che già esiste, ed è già regolamentata, bensì impone ai cittadini di un paese di aprire le porte indiscriminatamente a chiunque. In sostanza, è una prevaricazione bella e buona.

E poi: minacciare di trasformare critiche in reati è un atto di censura, nulla di più, nulla di meno. La libertà di espressione è un diritto fondamentale poiché tutela una capacità innata degli esseri umani, e poiché confrontarsi è la chiave per aggiungere un tassello alla volta alla nostra comprensione delle cose del mondo. Fatto salvo incitazioni esplicite ad aggredire fisicamente, nessun genere di espressione dovrebbe essere vietato o criminalizzato, incluso il cosiddetto “incitamento all’odio”, dato che lo si può fin troppo facilmente strumentalizzare per mettere a tacere posizioni contrarie. Il Patto globale proposto dall’ONU costituisce l’esempio perfetto, e non potrebbe essere più sotto gli occhi di tutti: gli organi di informazione rischiano di venire chiusi a forza perché si identifica indebitamente il fenomeno-migrazione con gli individui-migranti, tali individui sono in posizione di minoranza rispetto al paese in cui arrivano, e allora si criminalizzano le critiche equiparandole in maniera strumentale ad aggressioni verso una minoranza. E la censura è ancor più grave in quanto ignora completamente i cittadini, ovvero il concetto stesso di demo-crazia: il sondaggio citato poco sopra condotto in 27 paesi diversi ci dice che in media il 45% vuole meno migrazione, il 36% ritiene i tassi attuali dei flussi siano già sufficienti e solo il 14% pensa che si dovrebbe avere più migrazione. Ebbene, un Patto globale non richiesto, non voluto, che fa la volontà di una minoranza e minaccia ritorsioni legali e silenziamento forzato per chiunque si opponga rivela in pieno un’ideologia e un comportamento non demo-cratici e censori.

Le Nazioni Unite non vogliono fare il bene di alcuna nazione, vogliono attaccare il benessere dell’Occidente, creare il Caos, vogliono cittadini meno sicuri e indipendenti, vogliono permettere e incoraggiare movimenti in massa di popolazioni che avrebbero come conseguenza la distruzione di ogni diversità culturale. Le Nazioni Unite si sono trasformate in un’organizzazione dittatoriale, il più grande Tiranno del nostro tempo, e le persone che ancora desiderano libertà e autonomia devono aprire gli occhi, alzare la voce e chiedere ai proprio governi di seguire Ungheria, Polonia, Cile, Repubblica Dominicana, Brasile e altri paesi nell’opporsi ai diktat crescenti. Anche il nostro governo italiano dovrebbe prendere posizione, e non sarà mai troppo presto. Non per odio del diverso, come amano ripetere i moralizzatori filo-globalisti, ma per amore della propria libertà, del proprio paese, della propria storia, della propria individualità, della propria cultura.

[l’Umano]



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[1] qui 00:25 – 00:40

[2] qui 02:25 – 03:07

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