Risposta a: World Vegan Day e perché a chi mangia carne non frega un cazzo dei vegani

Buonasera a tutti. A quanto pare, un po’ di tempo fa c’è stato qualcuno che ha pensato che il 1° novembre fosse un buon candidato a World Vegan Day. Se non lo sapevate, non preoccupatevi, non è nulla d’importante.

La notizia del giorno, in realtà, è un’altra: mentre le persone normali continuano a non interessarsi a ciò che il vicino mette nel piatto, se non per fare due chiacchiere tra amici sul pranzo della domenica all’agriturismo, i vegani continuano a essere ossessionati non solo da ciò che mangia il prossimo, bensì anche dal cibo in generale e dall’opinione altrui. In particolare, poco più di una settimana fa è stato pubblicato sulla rivista Newsweek, sicuramente interessantissima, un articolo scritto da tali Kate Stewart e Matthew Cole, due persone sicuramente intelligentissime. Come anticipa il titolo, nell’articolo gli autori si chiedono “Perché le persone che mangiano carne odiano così tanto i vegani?”.

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diagnosi: mal di testa da lettura di idiozie

Vista la mole di idiozia contenuta ho paura di aver già perso qualche punto di QI, per cui mi tengo lontano ed evito di linkarlo, voglio però lasciare tre pensieri inerenti alla ridicolaggine e all’auto-ilusione di certi attivisti vegani dato che trovo assolutamente assurdo il modo in cui si continua a dare voce all’esperienza soggettiva di una sparuta minoranza d’individui e a rappresentarla come lo specchio della realtà.

Prima cosa: il numero di persone normali, onnivore, che odiano davvero i vegani è ridottissimo, alla maggior parte di noi non frega un cazzo della loro esistenza. La verità è, molto semplicemente, che, attivisti a parte, la gente ha una vita, poco tempo per viverla e sufficienti pensieri per la testa per riempirlo, dunque nel complesso si disinteressa di ciò che fa il prossimo. Gli attivisti, come accennato, rappresentano l’eccezione dato che il loro “mestiere” consiste nel raccontare al resto del mondo come dovrebbe vivere e dove e perché sbaglia al momento presente. Gli attivisti della carne non esistono, ergo agli onnivori non frega un cazzo dei vegani. Esempio significativo: non si è mai verificata una manifestazione di piazza pro-bistecca e anti-verdura con foto di piante sradicate e piccoli mammiferi massacrati da macchine agricole, diversamente i cortei pro-veg(etari)anesimo, così come i raduni e gli appostamenti per molestare i cacciatori (malvagi azzazzini!!!1!), sono oramai ben noti.

Seconda cosa: è l’ideologia vegana a creare l’odio verso le persone normali, non il fatto di mangiare carne a crearlo verso i vegani. Secondo alcuni, all’incirca il 97% degli abitanti del pianeta consumano carne, e mediamente solo il 3% della popolazione di un paese si dice vegetariana, solo l’1% vegana;[1] secondo altri 75 milioni di persone sarebbero vegetariane per scelta, dunque circa l’1,1% della popolazione mondiale, e altri 1,45 miliardi per necessità, dunque intorno al 20%. Parola chiave: “necessità”, che rende piuttosto inopportuno considerarli come realmente aderenti alla scelta, conviene perciò attestarsi sull’1-3%. Uccidere e mangiare animali è dunque la condizione normale dell’umanità, anzi, della Natura, siccome anche gli animali non umani si mangiano tra loro e persino alcune piante si nutrono di animali. Ciò si scontra con il dogma secondo cui tale condotta è moralmente sbagliata, e qui si genera l’odio, definito non a caso come:

Sentimento di forte e persistente avversione, per cui si desidera il male o la rovina altrui; o, più genericam., sentimento di profonda ostilità e antipatia.

Dalla prospettiva di una persona normale, un vegano può suscitare curiosità, risultare strano, incomprensibile, un po’ matto magari, ma non infrange alcun principio morale particolare dato che non esiste l’assioma “bisogna mangiare carne”; viceversa, dalla prospettiva vegana il 97% del pianeta è colpevole di trasgressione a una norma del tutto soggettiva che però si vorrebbe fosse universale. Chiaramente, è chi trasgredisce le norme morali a generare “forte e persistente avversione, per cui si desidera il male o la rovina altrui”, non chi opera una scelta bizzarra e la vive in maniera rispettosa del prossimo. È chi vorrebbe estendere la propria morale soggettiva al vicino a provare un sentimento di odio quando vede fallire il proprio tentativo, non il vicino che declina poiché desidera continuare a condurre la propria vita come preferisce.

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“Sono un terrorista domestico – Se mangi carne, ti vesti di pelle o pelliccia, hai un animale domestico, un ranch o una fattoria, porti i figli alle fiere, allo zoo, a un acquario, al rodeo o al circo, hai un animale addestrato, vai a caccia o a pesca o sei un tassidermista – infrangerò qualunque legge pur di porre fine al tuo modo di vivere” disse la vittima schiacciata dall’odio [fonte: https://topcatsroar.wordpress.com/2015/05/14/from-consumer-freedom-fbi-investigation-of-peta-domestic-terrorists/%5D

Esempio significativo: non si hanno notizie di boicottaggi contro “bistecche” di soia, “latte” di mandorle e così via, mentre una semplice ricerca su Google restituisce abbondante materiale relativamente ai danni subiti dal settore degli alimenti animali in tutto il mondo, a carico di attivisti che talvolta compiono veri e propri atti di terrorismo.[2] Ora, probabilmente questo ridotto gruppo di individui responsabili di tali prevaricazioni è sì oggetto di odio, ma intanto la cosa non equivale ad asserire che “le persone che mangiano carne in genere odiano così tanto i vegani nel complesso”, e soprattutto è pienamente normale e comprensibile.

Terza cosa: da qualche tempo è invalso l’uso d’invocare con nonchalance la carta della minoranza per auto-attribuirsi lo status di vittima, e lo status di vittima viene a sua volta invocato per attribuire un maggior peso e validità ai propri discorsi rispetto a quelli altrui (quando non proprio la verità pura e semplice). Tutto ciò deve finire poiché non esiste alcun legame nella sequenza minoranza > vittima > ragione, anzi, in termini logici si tratta di un non sequitur. Purtroppo però veniamo inondati da materiale propagandistico secondo cui tale sequenza è valida, e dunque giocare la carta minoranza è un sistema comodo per attrarre simpatie e consensi.  L’articolo di cui all’inizio è un tentativo di proporre una realtà rovesciata per presentare il proprio punto di vista come più accattivante per le persone che non si sono mai soffermate a riflettere o documentarsi sulla questione, mentre la verità è che chi desidera seguire l’alimentazione vegetale può farlo in piena libertà e alla persona media incontrata per strada non frega nulla. All’opposto, nonostante sicuramente molti erbivori badino agli affari propri, una minoranza di essi, attivista e ideologizzata, odia o disprezza le persone normali che consumano carne e arriva a manifestare, boicottare, insultare, aggredire fisicamente e moralmente.

Per questo è ridicolo asserire “le persone che mangiano carne odiano i vegani”: quando si parla di odio e altre emozioni dirette verso un intero gruppo B dagli appartenenti a un gruppo A, la direzione in cui guardare è quella del fronte più ideologico, e non viceversa, dato che occorre un principio comune e condiviso per far sì che tutti i membri di A abbiano lo stesso atteggiamenti verso tutti i membri di B. Alle persone normali non frega un cazzo di ciò che mangiano i vegani siccome non è in opposizione ai loro principi né ha la minima ripercussione sulla loro vita. Diversamente, ad alcuni vegani dà profondamente fastidio ciò che mangiano le persone normali siccome è completamente in opposizione alla loro morale soggettiva, di conseguenza si ripercuote sulla loro esistenza in maniera importante. Sono questi ultimi che odiano. E se è importante che ognuno sia libero di condurre la propria esistenza come ritiene opportuno, lo è anche dire la verità, dunque l’unica risposta possibile all’articolo citato all’inizio è “perché ve lo siete sognato voi con il vostro complesso vittimistico, e incidentalmente, come mai odiate così tanto noi persone normali da arrivare a mentire e denigrarci pubblicamente?” .

Ma soprattutto, per quale motivo gli attivisti si comportano in questo modo, se non per la volontà di dettare legge al prossimo, decidere per noi come dovremmo condurre la nostra esistenza? Riflettiamo.

[l’Umano]



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[1] eccezione notevole l’India, che riporta anche la più alta prevalenza di difetti genetici alla nascita, sarà malnutrizione da povertà economica o povertà nutrizionale?

[2] vedi aggressioni a cacciatori dal 2013 al 2018, ELF e ALF responsabili di “110 milioni di dollari di danni e 1.100 atti di terrorismo nella decade 1995 – 2005”, atti di violenza politica nel nome dei diritti animali in corso nel Regno Unito da almeno 35 anni ecc.

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2 pensieri su “Risposta a: World Vegan Day e perché a chi mangia carne non frega un cazzo dei vegani

  1. Ciao Umano, mi spiace essere “scomparso” momentaneamente ma è meglio così per un po’. Comunque non mi sono dimenticato e ho letto il tuo articolo (ma in genere a distanza di qualche settimana dalla pubblicazione capita che li legga tutti) e sono ovviamente d’accordo. Questo è l’atteggiamento vittimista che ho già riscontrato in tantissimi altri casi (ebrei, persone di colore sui mezzi senza biglietto, femministe) in cui si usavano battaglie sacrosante (contro il razzismo, contro il maschilismo, contro l’antisemitismo, ecc) per poter bullizzare gli altri in virtù di cose che ormai non succedono neanche più. E così se ti permetti di dire che gli uomini dovrebbero avere tante tutele quante sono quelle donne sei un maschilista, se ti permetti di dire che anche i neri devono pagare i biglietti dei mezzi sei un negriero razzista, e così via.
    I vegani non fanno eccezione: non ne ho beccato mai uno che ammettesse che sono capaci di rompere i coglioni come poche cose e tutti quelli che fottono capretti o manifestano contro i circhi magicamente diventano “falsi animalisti/ falsi vegani” così loro se ne lavano tranquillamente le mani. Come?! i Vegani minacciano di morte anche i bambini come la Pellicciari qualche tempo fa? NON NE SO NIENTE, MAI VISTI, NON MI AGGREDIRE AAAAARGH

    Queste le pantomime cui sono costretto ad assistere ogni volta, come fa quel tale nell’articolo in cui avevi commentato anche tu su Micheletti. Lo ribadisce anche il blogger de Lo strano Anello (che ti consiglio caldamente alle etichette antispecismo-animalismo) che il problema non è mai stato il veg ma il predicozzo morale che ti fa, spesso anche basato sul nulla quando non sui meri sentimenti che prova e che vorrebbe estendere a chiunque. Dal canto mio li capisco pure, deve essere brutto vivere in un mondo dove i “tuoi amici” vengono mangiati ma mi spiace, dovete conviverci e trovare un modo o potete semplicemente patire e subire (anche in virtù del fatto che sono tipo uno sputo cosmico).

    A me è pure capitato di preferire varianti vegetariane a quelle con carne ma nessun motivo è sufficiente a togliermi uno dei piaceri della tavola. E se agisce da vittima si merita tutto lo scherno possibile.

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    1. Cosa posso dire, amico mio, hai completamente ragione. Ho pensato parecchio a quello che dici, ed è fin troppo vero. Che la loro presenza non sia un problema per nessuno è assodato, come ho detto alla gente normale non frega un cazzo, anzi, mi sembrano loro stessi quelli più fissati con la propria esistenza! Sbraitano e strepitano, dei bambini che saltellano pericolosamente sul bordo del tavolo per farsi notare dai genitori.
      Che il moralismo e il sentimentalismo siano il problema, e anche l’unica vera base del loro movimento, è assodato anche questo, altrimenti non si spiega come mai vanno in giro per la rete a raccogliere uno studio qua, un articolo là, tutto e solo il materiale “scientifico” favorevole, e normalmente anche piuttosto datato. Non hanno basi concrete, fondamentalmente, è ridicolo che le scoregge delle mucche emettano più ghg dei trattori, o che nel contesto di una dieta sana la carne sia un problema quando la consumiamo da quasi 2 milioni di anni. Certo quando mangi merda e vivi in uno stato di infiammazione costante il colesterolo è un problema, ma solo in questo caso, e infatti non si preoccupano mai di spiegare perché i centenari di Okinawa mangiavano maiale in abbondanza pre-1949, perché adesso seguendo un modello più occidentale longevità e salute siano in calo, perché in Corea e in Francia troviamo un consumo di carne che secondo le raccomandazioni “mediche” sarebbe eccessivo ma rispettivamente l’aspettativa di vita maggiore e il minor numero di problemi cardiaci. E chiunque lo può verificare dai dati ufficiali. Fanno finta di niente e ti dicono “ma Colin Campbell e il China Study!”
      Ma soprattutto hai ragione quando fai notare l’ipocrisia: POCHISSIMI ammettono i difetti della comunità (appelli emotivi, rotture di coglioni, attivismo molesto, pseudoscienza) e delle due l’una:, o trovano delle scusanti o fanno finta che gli elementi problematici non siano “veri” vegani. Capisco che gli mettono in cattiva luce tutto il movimento, ma non è così che salvi la credibilità, anzi! Fai passare esattamente il messaggio opposto, ovvero, sei così attaccato alla tua ideologia da non ammetterne i problemi, e allora la gente incalza a criticare il tuo amato movimento e devi diventare la “vittima” dei “cattivi”. Come succede che ogni volta che uno youtuber ex vegano annuncia di voler cambiare alimentazione e tornare alla carne, o addirittura darsi solo alla carne come fanno alcuni ultimamente, allora il problema non è la dieta, non sia mai! Non è che non siamo erbivori, è lui/lei che “non l’ha seguita bene”. Perché DEVE ANDARE BENE PER TUTTI! Una posizione ideologica e non ammette eccezioni. Come dici, capisco che se consideri “tuoi amici” tutti gli animali allora vivere sapendo che muoiono giornalmente deve essere brutto, ma quello è un problema del vegano, non del resto del mondo. Non è vero che tutti gli animali sono “tuoi amici”, punto e basta, chi intende crederlo è libero di farlo ma siccome è una posizione ideologico-moralistica del tutto soggettiva, e siccome non siamo noi persone normali a voler cambiare loro ma viceversa, non è accettabile che si provi a dipingere la realtà all’inverso di ciò che è per attrarre simpatia e nascondere i problemi del proprio movimento.

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