Conversazioni telefoniche Gheddafi-Tony Blair, trascrizione #1

Di seguito la trascrizione della telefonata occorsa tra Tony Blair e Gheddafi il 25 febbraio 2015, 11:15-11:45

In seguito all’articolo sulle telefonate in cui l’ex capo di stato libico profetizza l’invasione di migranti in Europa, eccovi qui la prima delle due conversazioni. Siccome la qualità della linea era piuttosto scadente, qua e là compaiono alcuni buchi. Buona lettura.


TB: Pronto, ho provato a contattarla nei giorni scorsi. La situazione è molto seria e difficile, per favore, mi dica cosa pensa che stia succedendo.

Gheddafi: Grazie per la telefonata signor Blair. Nessuno mi ha detto che mi aveva cercato. Voglio dirle la verità, la situazione non è affatto difficile, semplicemente, la storia è questa: un’organizzazione ha disseminato delle cellule dormienti nel Nord Africa. Si fanno chiamare l’Organizzazione al-Qaida del Nord Africa (al-Qaeda Organisation in North Africa). Non usano parole arabe, usano quelle islamiche. Le cellule dormienti in Libia sono simili a quelle che c’erano in America prima dell’11 settembre, all’improvviso hanno ricevuto istruzioni di attaccare le stazioni di polizia e causare problemi. Sono riusciti a procurarsi delle armi. Improvvisamente hanno attaccato gli edifici, ci sono stati degli scontri a fuoco, pochissime vittime da entrambi gli schieramenti.0144_comedonchisciotte-controinformazione-alternativa-gheddafi-onu La polizia è stata colta di sorpresa dall’attacco, non fa parte delle loro tattiche, fare dimostrazioni, non sono quel tipo di persone. (ha detto qualcosa del tipo “in maniera simile all’Afghanistan e all’Algeria”). Sono riusciti a procurarsi delle armi e a terrorizzare la gente. La popolazione non può uscire di casa, è stata minacciata con le armi. Sono riusciti a sistemarsi in alcune stazioni locali e hanno diffuso le idee di al-Qaida a Bengasi. Vogliono cambiargli nome in “Emirati di al-Qaida”. Il loro capo è un ex detenuto di Guantanamo di nome Al Hassadi (?). L’intelligence americana lo conosce, ce lo hanno lasciato a noi. I suoi seguaci sono di al-Qaida. Si tratta di una situazione da jihad. Sono armati e stanno terrorizzando la gente per le strade. Quando li attacchiamo fuggono. Non riusciamo a farcene un’immagine. Non ci sono corrispondenti stranieri qui, abbiamo chiesto ai giornalisti di tutto il mondo che vengano a vedere la verità. Si tratta di bande armate. Abbiamo deciso di non contrastarli con la forza, abbiamo chiesto alle loro famiglie di convincerli a deporre le armi. Non ci si può ragionare. Continuano a dire cose tipo che Maometto è il profeta. Simile a come faceva Bin Laden. Gli stanno aprendo la strada, nel Nord Africa. Vogliono spostare il sistema nel Nord Africa. Hanno il controllo del Mediterraneo. Il piano è di [??] nel Mediterraneo. Navi e barche dei miscredenti. Come al tempo del Barbarossa e sotto l’impero Ottomano. Vogliono il controllo del Mediterraneo, dopo attaccheranno l’Europa. Bisogna spiegarlo alla comunità internazionale. I giornalisti possono venire ad accertarsi della verità, sono i benvenuti. Se finiranno nelle loro mani li ammazzeranno. La cosa da fare a proposito è, chiunque voglia la verità può venire, i cancelli sono aperti. Siamo tutti contro il terrorismo, abbiamo già stabilito quest’alleanza. Dateci i mezzi per combatterli. Stando alle lori dichiarazioni, alla UE e alla UNSC non sanno la verità, ignorano quello che sta succedendo. Non ci sono giornalisti che raccontino la verità. Non abbiamo raccontato al mondo quello che sta succedendo, nessuna manifestazione, nemmeno una. Le strade sono piene di gente che sostiene la rivoluzione. Persino le loro famiglie chiedono, per favore, provate a fare qualcosa, sono armati, ci intimidiscono. Abbiamo bisogno di amici. Spiegate la situazione come la vedete in questo momento. Fate qualche sforzo presso gli americani e l’UE. Lavorate assieme a loro in maniera energica.

TB: Allora, prima cosa, ho parlato a delle persone in America e in Europa. Quello che dico, lo dico in forma strettamente personale: vorrei offrire quella che penso sia una via d’uscita. L’essenziale è che le violenze si fermino e vi sia un tentativo d’iniziare un dialogo pacifico tra le parti.

Gh: Che genere di violenze?

TB: Ci sono stati violenze e bagni di sangue. Lasciamo da parte il come si sia arrivati a questo, è importante mettere in moto un processo che permetta arrivare a gestire quel che sta succedendo in maniera pacifica.

Gh: Nessuna violenza, quelle persone hanno attaccato delle stazioni di polizia. Ci sono stati degli scontri, e sono stati uccisi.

TB: Capisco quel che vuole dire il colonnello. Posso dare una mano con la comunità internazionale, ma solo se ci sarà un dialogo pacifico. Nessuna violenza. Il processo verso il cambiamento deve avvenire in maniera pacifica, le situazioni si possono risolvere pacificamente. La comunità internazionale desidera vedere un processo pacifico. Sarei lieto di aiutare ma ho bisogno che il colonnello si dica d’accordo per farlo.

Gh: Va bene, però deve enfatizzare che la lotta è contro al-Qaida. Non siamo noi a combattere contro di loro, sono loro che attaccano noi.

TB: Certo, lo capisco.

Gh: Mandate dei giornalisti e dei politici. Parlategli direttamente, per vedere che tipo di persone siano e capire le loro connessioni con al-Qaida.

TB: Sì, ho capito quel che intende riguardo a al-Qaida. Anche noi siamo contro di loro, come chiunque.

Gh: Non abbiamo nessun problema con la popolazione libica. Ci sono degli ostaggi a Bengasi e [??]. Usano la forza.

TB: Ma la maniera di gestire la situazione richiede che il colonnello dica e chiarisca che desidera una conclusione pacifica. Se lo farà, riporterò il tutto agli americani e agli europei. Il colonnello deve dire che:

“è pronto a raggiungere una conclusione pacifica e a rapportarsi con la comunità internazionale, inclusi gli americani e gli europei, così da arrivare a tale conclusione.”

Se sarà pronto a farlo, allora lo metterò in contatto con Stati Uniti e Europa.

Gh: Va bene. Il messaggio di Obama era formulato negli stessi termini. Immagino abbia capito quel che sta succedendo. Una volta che i giornalisti stranieri arriveranno qui, racconteranno la verità. Vedranno tutta la verità.

0144b_5565-tony-blair
mi raccomando, non difendetevi quando vi attaccano, ci pensiamo noi… siamo buoni amici, no?

TB: L’importante è occuparsene ora. Ho capito che siete sotto attacco. Per quanto possibile, accertatevi che non venga ucciso nessuno, non occorrono altri bagni di sangue per iniziare il processo di cui parlo. Se lo farà, metterò una parola con gli Stati Uniti e l’Europa e inizierò dei negoziati pacifici per risolvere la cosa.

Gh: Va bene, però, ipoteticamente, se dovessero attaccare il complesso o la stazione di polizia, come dobbiamo gestire la situazione?

TB: Capisco che non è facile quando si è sotto attacco, ma l’uso di aeroplani sulle città e l’impiego della forza contro i civili, tutto questo deve finire, altrimenti la comunità internazionale sarà impossibilitata ad agire.

Gh: Non è successo niente di simile. Si sono presi le munizioni. Se attaccheranno gli accampamenti militari…

TB: Capisco. Quello che farò è andare a parlare con gli USA e l’UE. Bisogna lasciar calmare le acque. Vedrò di richiamarla con una buona proposta per le mani. È fondamentale lasciar calmare le acque. Ho bisogno di un numero con cui potremo contattarla rapidamente.

Gh: Ok.

TB: Mi farò risentire entro un paio d’ore.

Gh: Grazie.


[l’Umano]



Se avete trovato interessante questo articoletto, seguitemi anche su twittergoogle+ e facebook per ulteriori contenuti

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...