Notizie dal mondo – Conversazioni telefoniche tra Gheddafi e Tony Blair, ovvero, le tetre predizioni del colonnello per il futuro dell’Europa.

Rese pubbliche le trascrizioni di due telefonate intercorse tra gli ex leader libico e britannico: l’avvento dello Stato Islamico non rappresentava soltanto un’eventualità remota, bensì una realtà assai concreta e temuta. Come ha reagito l’Occidente? Guardando dall’altra parte.

25 Febbraio 2011, ore 11:15. Mentre la guerra civile imperversa in Libia, una telefonata raggiunge Tony Blair, allora già ex primo ministro britannico. All’altro capo dell’apparecchio, un certo signor Mu’ammar Muhammad Abu Minyar ‘Abd al-Salam al-Qadhdhafi, il quale racconta:

“[i jihadisti]Vogliono avere il controllo del Mediterraneo e attaccheranno l’Europa.”

La conversazione dura un’ora, nel corso della quale il libico insiste che ciò che sta facendo è difendere il proprio paese da soldati di al-Qaida, ai quali sarebbero in seguito subentrati i membri del cosiddetto Stato Islamico, al tempo ancora in ascesa.

Non siamo noi a combattere loro, sono loro che ci attaccano. Voglio dirti la verità, non si tratta di una situazione complicata, la storia è questa: c’è un’organizzazione che ha piazzato delle cellule dormienti nel nord dell’Africa. Si fanno chiamare “Organizzazione al-Qaida del Nord Africa” (Al-Qaeda Organisation in North Africa)… usano delle cellule simili a quelle che c’erano in America prima dell’11 settembre. […] Sono riusciti a procurarsi delle armi e a terrorizzare la popolazione, la gente non può più uscire di casa… è una situazione da jihad. Sono armati e terrorizzano la gente per strada.”

libiaE, durante una seconda telefonata, avvenuta circa quattro ore più tardi:

“Dovrò armare il popolo, prepararli a combattere. In Libia moriranno delle persone, ci saranno dei guai nel Mediterraneo, in Europa e in tutto il mondo. Quei gruppi armati fanno della situazione [libica] una giustificazione, e noi li combatteremo.”

In precedenza, Blair aveva chiamato Gheddafi due volte, nel tentativo di negoziare il suo allontanamento dal paese nel pieno della guerra civile. Tre settimane più tardi, iniziarono i bombardamenti che avrebbero portato al ribaltamento del regime, condotti da una coalizione guidata dalla Nato di cui faceva parte anche la Gran Bretagna. Deposto in agosto, il dittatore fu ucciso in ottobre.

Blair, che aveva stretto amicizia con Gheddafi, gli aveva fatto visita almeno sei volte dal 2007, dopo la fine del suo mandato a Downing Street. L’esistenza delle telefonate è venuta a galla solo un paio d’anni fa, quando lo stesso Blair ha fatto avere le trascrizioni alla Commissione Affari Esteri (Foreign Affairs Commitee), intenta a indagare circa il collasso della Libia. Alcuni giorni dopo. è stato deciso di renderle pubbliche.

“Se hai un posto sicuro in cui rifugiarti ti conviene andarci, la cosa non si concluderà in maniera pacifica, ci dovrà essere un cambiamento ma si può gestirlo, dobbiamo trovare un modo per riuscirci.”

Continua poi l’ex primo ministro:

“Gli USA e l’UE si trovano in una posizione difficile in questo momento, devo procurar loro qualcosa con cui assicurare che la cosa si concluda pacificamente. […] Vorrei poterti offrire una via d’uscita, tieni libere le tue linee.”

Così si conclude la telefonata. Apparentemente, gli avvertimenti si sono avverati: in seguito al suo rovesciamento la Libia è collassata, il paese si trova ancora nella morsa della guerra civile e in gran parte sotto il controllo di estremisti islamici collegati allo Stato Islamico. I terroristi mandati in Francia da Isil, responsabili per gli attacchi di Parigi del novembre 2015, sono entrati in Europa dal Nord Africa e dal Medio Oriente.

Crispin Blunt, in capo alla Commissione, ha fatto sapere che:

Le trascrizioni forniteci dal sig. Blair costituiscono un nuovo punto di vista sulle prospettive del colonnello Gheddafi nel periodo in cui la sua dittatura iniziava a crollargli attorno. […] Il fatto di non aver seguito il suggerimento di ‘tenere le linee aperte’ continua ad avere conseguenze. […] Le evidenze raccolte sinora suggeriscono che i politicanti occidentali fossero molto meno ricettivi del colonnello circa i rischi di un intervento, riguardo sia al popolo libico sia agli interessi dell’Occidente.”

su-keynes-ho-qualche-dubbio-sulla-mmt-parecch-L-338cq0Ebbene, considerando che le parole di Gheddafi nascevano dalla sua conoscenza degli avvenimenti in svolgimento in loco, perché i responsabili della sicurezza dell’Europa avrebbero dovuto ignorarle e, di fatto, permettere l’avvento dello Stato Islamico? Vero, pesso e volentieri certe tesi complottiste sembrano sesagerate o campate per aria, e tuttavia, nel caso in oggetto, viste e considerate anche le recenti rivelazioni circa i piani per una valuta nordafricana, la cui creazione è stata stroncata in quanto avrebbe contrastato con gli interessi francesi, non sembrano (purtroppo) più tanto inconsistenti o sconclusionate…

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È una situazione da jihad. Sono armati e terrorizzano la gente per strada. Se li attacchiamo fuggono. Non riusciamo a inquadrarli. Non ci sono corrispondenti stranieri. Abbiamo chiesto a giornalisti di tutto il mondo di venire a vedere la verità. Sono bande armate con le armi. Abbiamo deciso di non affrontarli con la forza, di chiedere alle loro famiglie che li convincano a deporre le armi. Non ci si può ragionare. Continuano a ripetere cose come che Maometto è il profeta. Tipo Bin Laden. Gli stanno preparando la via in Nord Africa. Gli stanno preparando la via in Nord Africa. Stanno spostando il sistema in Nord Africa. Hanno il controllo del Mediterraneo. Il piano è di ?? nel Mediterraneo. Navi e imbarcazioni dei miscredenti. Come ai tempi del Barbarossa e sotto l’impero Ottomano. Vogliono controllare il Mediterraneo e dopo attaccheranno l’Europa. Bisogna spiegarlo alla comunità internazionale. I giornalisti possono venire ad sincerarsi che sia la verità, sono i benvenuti.

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TB – se il leader dice che vuole mettere fine alla violenza, devi riuscire a capire come si riflette sul mondo esterno. La mia preoccupazione è che la cosa proceda nella maniera più pacifica possibile. Bisogna trovare una via d’uscita. La cosa migliore da fare è iniziare un processo che porti a un cambiamento pacifico.

G – In Libia moriranno delle persone, ci saranno dei guai nel Mediterraneo, in Europa e in tutto il mondo, quei gruppi armati fanno della situazione [libica] una giustificazione – e noi li combatteremo.

[l’Umano]



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