Recensione serie tv: Grimm, prima stagione

Buonasera a tutti. Un paio di giorni fa ho finito di guardare la prima serie del telefilm “Grimm”, scoperto per caso grazie alla wiki. Benché sia iniziato ormai 5 anni fa, voglio raccontarvi brevemente la mia impressione dei primi 22 episodi per fare un po’ da guida a chi non ne avesse mai sentito parlare. Dunque, iniziamo dal principio.

L’idea di fondo

Season1-DVDIn questo universo, parallelo ma alternativo, i grimm non sono soltanto due fratelli, bensì una stirpe di individui dediti a proteggere l’umanità dei mostri delle fiabe, che nella vita quotidiana sembrano in tutto e per tutto esseri umani. Jacob e Wilehlm Grimm non furono dunque soltanto filologi che raccolsero favole tradizionali: la loro opera rappresenta, sotto forma di storie, un’imponente sistematizzazione delle creature che minacciano le persone, ma non si capisce se abbiano preso il cognome da questa sorta di organizzazione segreta o se, viceversa, sia stata loro intitolata. Ad ogni modo, il nostro protagonista, Nick, un giorno scopre le proprie facoltà, ed essendo lui un poliziotto estende semplicemente la portata del suo lavoro al mondo soprannaturale. Prima nota di biasimo: come avveniva nei classici cartoni giapponesi coi robottoni, lascia un po’ interdetti il modo in cui, all’improvviso e proprio nella sua città, si verificano svariati crimini bizzarri dovuti a queste creature (chiamate wesen, in tedesco “essere, creatura”). Forse prima i mostri non erano criminali? O perpetuavano crimini “normali”? Nessuno s’era accorto che ci fosse qualcosa di strano nel mondo? Boh, in ogni caso, siamo sullo sciocco banalotto.

Lo sviluppo

Dunque il nostro protagonista inizia a combattere i mostri, e nel frattempo si profila un qualche tipo di intrigo internazionale in cui verrà coinvolto a causa di alcuni oggetti lasciati in eredità dalla zia grimm o trovati per caso durante un’indagine. Nulla di strano, anzi, la prassi è ormai far coesistere le trame singole degli episodi con una macro-trama che abbraccia una o più stagioni, dunque fin qui tutto bene, a parte un dettaglio: a livello macro le cose procedono piuttosto lentamente per i primi 20 episodi, quindi accelerano negli ultimi 2. Personalmente, la cosa non mi piace, trovo sia una gestione sbagliata dei tempi perché esageratamente squilibrata, ma è solo il mio parere.

Gli umani

Anche su questo fronte c’è poco da segnalare, i personaggi umani sono piuttosto stereotipati all’americana: i tutori dell’ordine rapidi, integerrimi ed efficienti, i criminali stupidi, tendenzialmente disorganizzati e meschini. Nick e la compagna sono la classica coppia felice e romanticamente innamorata, con un buon lavoro e una bella casa a due piani in un quartiere tranquillo. Manca solamente lo steccato bianco. Effusioni leggere, mai oltre il bacio, non vorremmo infastidire gli spettatori sensibili con accenni di sesso. Un po’ scialbo, insomma, ma tutto sommato va bene così poiché l’enfasi dovrebbe ricadere sui wesen: essendo basato sulla finzione per cui l’eroe incontra delle creature sconosciute, dovrebbero essere queste ad attirare l’attenzione, dovrebbero conoscerle, studiarle, capirle. Dovrebbero.

I wesen

iwkad22Eccoci al crollo. Vi aspettate creature misteriose, di cui non si sa nulla e s’imparano le caratteristiche, gli usi e i costumi, magari impegnate in piani oscuri e distruttivi? Ebbene, niente di tutto ciò, sono generalmente dei cialtroni senza alcuna qualità soprannaturale, tranne il fatto di potersi trasformare in un ibrido uomo-animale… ma quindi in quella forma sono almeno più forti, o veloci, insomma hanno qualcosa di particolare no? direte voi. Sbagliato, sono umanoidi animaleschi che riescono a malapena a sopraffare una donna (sul serio). E l’assurdità non finisce qui: il primo di cui facciamo conoscenza è un uomo lupo che “controlla i propri istinti” grazie a un mix di pilates, gruppi di supporto e vegetarianesimo (avete capito bene, un lupo che non mangia carne… sic…). Tanto per dire a quali abissi arrivano gli sceneggiatori, il wesen più scaltro e pianificatore è un ogre. Avete capito bene, un ogre, secondo il folklore una tra le creature più ottuse in circolazione (almeno, diversamente dagli altri, è adeguatamente possente). Tutto questo ha un che di desolante, ma niente in confronto alla coppia di mostri/assassini professionisti armati di falci sconfitti dal protagonista senza alcun aiuto, sebbene preso in mezzo ai due, usando una mazza mentre compie acrobazie. Per concludere in bruttezza, la strega che ha fatto dannare i buoni per tutta la serie prepara un tiro mancino contro Nick, ma diventa improvvisamente idiota e lascia sul tavolo di casa la ciotola in cui ha versato l’ingrediente malefico! In questo modo i Nostri irrompono senza problemi (perché mai preoccuparsi di essere visti?), notano l’oggetto e possono tranquillamente analizzarne il fondino rimanente così da preparare una contromossa. Immagino che pulire una singola tazza fosse complicato.

Attenzione però, quanto detto qui sopra vale solo per i cattivi, i wesen buoni e/o che aiutano l’Eroe sono infatti intelligenti e coraggiosi, inesauribili fonti d’informazione o alchimisti provetto! Una differenza talmente smaccata da lasciare interdetti, è come se gli autori avessero preso a ispirazione soltanto le favole dal tono più bambinesco. Peccato che il target del telefilm non sia unicamente un pubblico infantile o preadolescenziale.

Chiudiamo con un dettaglio a mio parere davvero fastidioso: l’opposizione wesen cattivi-umani. I primi, nonostante siano creature diverse dai secondi, con istinti diversi, comportamenti diversi, esigenze diverse, sbagliano e basta. Non c’è appello, non c’è punto di vista, nulla. La loro condotta è sbagliata, l’unico modo per comportarsi “bene” è imitare gli umani (o almeno, alcuni umani), e così ci ritroviamo con il lupo vegetariano che non vuole correre nei boschi né mangiare le lepri. Addirittura, i wesen hanno gli psicoterapeuti e i gruppi di sostegno nei quali parlare dei loro “problemi”, ovvero, semplicemente essere diversi dalle persone! Penso rimanga solo da scuotare la testa.

Bene, con questo ho terminato l’analisi della prima stagione. Personalmente il giudizio è negativo, mi ha dato l’impressione di essere stata organizzata e scritta perché fosse molto, troppo veloce, sarebbe stato invece opportuno diluire l’approfondimento di fatti e creature soprannaturali in due serie, nonché introdurre un punto di vista differente rispetto al solito “umani buoni, mostri cattivi”. A mio parare gli aspetti positivi non compensano quelli negativi, ma pare ci sia uno sviluppo interessante all’orizzonte, ragion per cui ho iniziato a guardare la seconda sperando in una sorpresa…

Prossimamente vi farò sapere, per oggi è tutto. Un saluto e alla prossima occasione.

[l’Umano]



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4 pensieri su “Recensione serie tv: Grimm, prima stagione

  1. Secondo me è stato il film più bello che io abbia visto…Si descrivono molte emozioni in questo film…l’amico di Nick ha un buonissimo animo,amo sopratutto il sentimento che prova Jiuliette per Nick (questo è l’amore vero!).Deve assolutamente continuare questa stupenda serie

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